John Donahoe
Amministratore delegato di Nike dal 2020 al 2024
John Donahoe è un manager statunitense che è stato amministratore delegato di Nike da gennaio 2020 a ottobre 2024. Ex numero uno di Bain & Company ed ex amministratore delegato di eBay, ha spinto Nike verso le vendite digitali e direct to consumer, una strategia che ha aiutato durante la pandemia ma che è stata poi criticata per aver fatto perdere quote di mercato. Da settembre 2025 è direttore sportivo della Stanford University.
| Ruolo | Amministratore delegato di Nike (gennaio 2020-ottobre 2024) |
|---|---|
| eBay | Amministratore delegato, 2008-2015 |
| ServiceNow | Presidente e amministratore delegato dal 2017 |
| Bain & Company | Presidente e amministratore delegato |
| Ruolo attuale | Direttore sportivo, Stanford University (da settembre 2025) |
| Successore in Nike | Elliott Hill |
Chi è John Donahoe?
John Donahoe, nato nel 1960, è un dirigente d'azienda statunitense che ha guidato società nella consulenza, nell'e-commerce, nel software aziendale e nello sportswear. Nella moda è noto soprattutto come amministratore delegato di Nike, la più grande azienda di sportswear al mondo, dal 13 gennaio 2020 al 12 ottobre 2024. Ha conseguito un BA al Dartmouth College e un MBA alla Stanford Graduate School of Business.
Carriera
Donahoe ha trascorso due decenni in Bain & Company, passando da associate consultant a presidente e amministratore delegato. Nel 2005 è entrato in eBay come presidente di eBay Marketplaces ed è stato amministratore delegato dal 2008 al 2015, un periodo in cui l'azienda ha realizzato oltre 40 acquisizioni, tra cui StubHub. Nel febbraio 2017 è diventato presidente e amministratore delegato di ServiceNow.
È entrato in Nike come amministratore delegato nel gennaio 2020 e ha lasciato l'incarico nell'ottobre 2024, quando gli è succeduto Elliott Hill, storico manager di Nike. Nel settembre 2025 è diventato direttore e responsabile delle attività sportive della Stanford University. È stato inoltre presidente del consiglio di amministrazione di PayPal.
Influenza sul business della moda
Il mandato di Donahoe in Nike è diventato uno dei casi strategici più discussi nel settore dell'abbigliamento:
- La gestione della pandemia di Covid 19 facendo leva sulle capacità di e-commerce
- La riduzione della dipendenza dai partner wholesale a favore delle vendite dirette
- Il digitale considerato centrale nel rapporto del marchio con i consumatori
L'approccio ha prodotto una forte crescita online durante la pandemia, ma la riduzione dei partner wholesale è stata poi considerata la causa di una perdita di quote di mercato di Nike nel suo business principale delle calzature, mentre i concorrenti conquistavano spazio sugli scaffali.
John Donahoe e la tecnologia
Il background di Donahoe in eBay e ServiceNow ne ha fatto uno dei leader più orientati alla tecnologia mai nominati da una grande azienda di sportswear. Il suo arrivo è stato letto come un modo per posizionare Nike oltre lo sportswear e farla operare più come un'azienda tecnologica, con dati, app e canali digitali al centro del business.
Perché è importante
Il periodo di Donahoe in Nike è un caso di riferimento sui limiti delle strategie direct to consumer. I marchi di tutta la moda lo studiano quando devono decidere come bilanciare i propri canali digitali con le partnership wholesale e fino a che punto una mentalità tecnologica possa essere applicata a un business guidato da prodotto e marchio. La sua carriera, che spazia da consulenza, marketplace online, software aziendale e sportswear, è anche un esempio di come le aziende di moda abbiano cercato leader al di fuori del settore nell'era digitale.
Domande frequenti
Chi è John Donahoe?
John Donahoe è un manager statunitense che è stato amministratore delegato di Nike dal 2020 al 2024. In precedenza ha guidato eBay, ServiceNow e Bain & Company.
Qual è stata la strategia di John Donahoe in Nike?
Donahoe ha orientato Nike sulle vendite digitali e direct to consumer e ha ridotto la dipendenza dai partner wholesale. La strategia ha aiutato durante la pandemia, ma è stata poi criticata per aver fatto perdere quote di mercato nelle calzature.