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L'ESPR spiegato: che cosa significa il regolamento UE sulla progettazione ecocompatibile per i tessili

Il regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili estende ad abbigliamento e calzature le norme UE sulla progettazione dei prodotti. Che cosa richiede, che cosa è già in vigore e che cosa è ancora in fase di redazione.

IN SINTESI Sintesi della redazione

  1. Il regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili, regolamento (UE) 2024/1781, è entrato in vigore il 18 luglio 2024 e riguarda quasi tutti i beni fisici immessi sul mercato UE.
  2. È una legge quadro: i requisiti specifici per i tessili arriveranno tramite un atto delegato, che la Commissione ha indicato di voler adottare verso la fine del 2027.
  3. Il divieto di distruggere abbigliamento e calzature invenduti si applica alle grandi imprese dal 19 luglio 2026 e alle medie imprese da luglio 2030, con esenzione per micro e piccole imprese.
  4. I probabili requisiti per i tessili comprendono durabilità, riparabilità, riciclabilità, contenuto riciclato e informazioni tramite un passaporto digitale del prodotto.
  5. Le decisioni su design, sourcing e dati di prodotto prese nelle prossime stagioni determineranno quanto facilmente un brand potrà conformarsi.

Per decenni le norme UE sulla progettazione ecocompatibile hanno riguardato frigoriferi, lampade e lavatrici. Il regolamento sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti sostenibili, noto come ESPR, cambia questa situazione. Consente all'UE di fissare requisiti vincolanti di progettazione e informazione per quasi tutti i prodotti fisici, e i tessili sono in prima fila. Per i brand di moda che vendono in Europa, è il regolamento che con maggiore probabilità cambierà il modo in cui le collezioni vengono progettate e documentate.

Che cos'è l'ESPR?

L'ESPR, regolamento (UE) 2024/1781, è entrato in vigore il 18 luglio 2024 e ha sostituito la precedente direttiva sulla progettazione ecocompatibile, limitata ai prodotti connessi all'energia. Il nuovo regolamento si applica praticamente a tutti i beni fisici sul mercato UE, con limitate eccezioni come alimenti, mangimi e medicinali.

Funziona su due livelli. Il regolamento stesso fissa il quadro e alcuni obblighi diretti. I requisiti concreti per un gruppo di prodotti vengono poi fissati dalla Commissione europea in atti delegati, dopo studi e consultazioni con i portatori di interesse. Ciò significa che l'ESPR da solo non dice ancora a un brand quanto debba essere durevole una T-shirt; lo farà l'atto delegato sui tessili.

L'ESPR contiene anche strumenti orizzontali rilevanti per la moda: norme sugli appalti pubblici verdi per alcuni gruppi di prodotti, poteri di vigilanza del mercato per le autorità nazionali e la base giuridica del passaporto digitale del prodotto. Gli obblighi ricadono sugli operatori economici come fabbricanti, importatori e distributori, per cui i brand che si affidano a terzi per importare o distribuire i propri prodotti dovranno concordare chi è responsabile di che cosa.

Quali tipi di requisiti può fissare?

L'ESPR elenca gli aspetti che le norme di prodotto possono disciplinare. Non tutti si applicheranno ai tessili, ma l'elenco mostra la gamma delle possibilità.

Aspetti di progettazione ecocompatibile ai sensi dell'ESPR e come potrebbero tradursi per l'abbigliamento
Aspetto ESPRPossibile significato per l'abbigliamento
Durabilità e affidabilitàPrestazioni minime su pilling, solidità del colore, resistenza delle cuciture o stabilità dimensionale
Riutilizzabilità, riparabilità, possibilità di aggiornamentoParti di ricambio, componenti sostituibili, informazioni sulla riparazione
Riciclabilità e contenuto riciclatoLimiti alle miste di fibre difficili da riciclare, quota minima di fibre riciclate
Sostanze che destano preoccupazioneTracciamento o restrizione delle sostanze che ostacolano il riciclo
Impronta ambientaleInformazioni sull'impronta o classi di prestazione
Obblighi di informazioneDati resi disponibili tramite un passaporto digitale del prodotto e le etichette

Le misure per i tessili saranno definite dopo il lavoro tecnico della Commissione e dei suoi servizi di ricerca. I brand dovrebbero considerare la colonna di destra come indicativa, non come una previsione di soglie specifiche.

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Che cosa si applica già: il divieto di distruggere i prodotti invenduti

Una parte dell'ESPR si applica direttamente senza un atto specifico per prodotto. Il regolamento vieta la distruzione di abbigliamento, accessori di abbigliamento e calzature invenduti. Secondo la Commissione, il divieto si applica alle grandi imprese dal 19 luglio 2026 e alle medie imprese da luglio 2030. Le micro e piccole imprese sono esentate.

Esistono deroghe circoscritte, definite nella legislazione secondaria, per casi come rischi per la sicurezza, non conformità legale, questioni di proprietà intellettuale, danni significativi o fallimento dei tentativi di donazione. Le imprese che rientrano nell'ambito di applicazione devono inoltre comunicare informazioni sui prodotti invenduti che scartano, utilizzando un formato di rendicontazione armonizzato definito in un regolamento di esecuzione.

Quando arriveranno i requisiti per i tessili?

Nell'aprile 2025 la Commissione ha adottato il piano di lavoro ESPR per il periodo 2025-2030, che indica i tessili, con particolare attenzione all'abbigliamento, come gruppo di prodotti prioritario insieme a prodotti come acciaio, alluminio, mobili, pneumatici e materassi. Le informazioni della Commissione sul passaporto tessile indicano un'adozione prevista dell'atto delegato sui tessili nel quarto trimestre del 2027. I requisiti si applicano di norma dopo un periodo transitorio.

Ad autunno 2026 il contenuto di tale atto è ancora in preparazione. Le tempistiche della legislazione secondaria UE possono slittare, e i requisiti definitivi possono differire dalle prime proposte. I brand dovrebbero seguire le comunicazioni e le consultazioni ufficiali della Commissione anziché sintesi di seconda mano.

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Come dovrebbero prepararsi ora i brand?

  • Dati di prodotto: assicurarsi che le informazioni su composizione, manutenzione e origine siano conservate per variante in un sistema, non in documenti.
  • Scelte dei materiali: rivedere le miste di fibre difficili da riciclare e valutare dove monomateriali o una separazione più semplice siano realistici.
  • Test di durabilità: documentare i test di qualità già svolti, in modo da poter dimostrare le prestazioni quando arriveranno i requisiti.
  • Stock invenduto: progettare percorsi di fine stagione che evitino la distruzione e registrare che cosa accade a ogni unità invenduta.
  • Consultazioni: seguire, e ove pertinente contribuire a, le consultazioni della Commissione sulle misure per i tessili.

L'ESPR premia i brand che conoscono già bene i propri prodotti. Le aziende con dati di prodotto deboli o filiere poco trasparenti troveranno la conformità costosa, mentre quelle con buoni dati scopriranno che gran parte del lavoro consiste nel rendicontare ciò che già sanno. Questo articolo ha carattere informativo generale e non costituisce consulenza legale; le aziende dovrebbero rivolgersi a un consulente legale per il proprio caso specifico.

Domande frequenti

L'ESPR si applica ai brand con sede al di fuori dell'UE?

L'ESPR si applica ai prodotti immessi sul mercato UE, indipendentemente da dove abbia sede l'azienda. I brand extra UE che vendono nell'UE saranno quindi interessati, e gli obblighi ricadono sugli operatori economici pertinenti definiti nel regolamento.

Il divieto di distruzione vieta qualsiasi smaltimento?

No. Vieta la distruzione di abbigliamento, accessori di abbigliamento e calzature invenduti, fatte salve deroghe specifiche. I prodotti possono comunque essere rivenduti, donati, riutilizzati o preparati per il riciclo, e le aziende devono comunicare informazioni sui prodotti invenduti che scartano.

Qual è il legame tra l'ESPR e il passaporto digitale del prodotto?

Il passaporto digitale del prodotto è istituito dall'ESPR. Ciascun atto delegato specifico per prodotto stabilisce se è richiesto un passaporto e quali informazioni deve contenere.

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